Autonomia a chi?

Nach Domenico Nunziata freuen wir uns, nun einen zweiten Artikel zu Südtirols Lage und Zukunft veröffentlichen zu dürfen. Es ist Alex Castellano, Präsident des Bozner Stadtviertels Don Bosco, der uns seine Sicht auf unser Land darlegt.

Pur consapevole di poter difficilmente dare lezioni di memoria storica o contribuire con voce autorevole ed illuminata al dibattito sul futuro di questa nostra bella Provincia, ho accettato di offrire un mio punto di vista sull’Alto Adige e sulla sua Autonomia. Premetto subito che non è facile trattare di un tema così cruciale per la nostra terra quando si ha appena iniziato a muovere i primi passi fuori dall’ambiente scolastico e universitario. Per la verità, la pretesa di dire qualcosa in proposito risulta essere ancora più paradossale se penso a quanto la parola “autonomia” sia lontana dagli attuali destini della mia generazione: Noi che a 20-25 anni siamo abituati a viaggiare e girare il mondo con un click, ma viviamo ancora perlopiù a casa con i genitori; noi che seguiamo (ognuno coi propri ritmi) un corso di studi che non si sa dove ci porterà e nel frattempo rincorriamo l’ennesimo lavoretto a chiamata o a tempo determinato che ci permetta almeno di uscire a bere qualcosa con gli amici.

Come può quindi un ragazzo di questa generazione emblema della precarietà e del disorientamento pretendere di parlare di autonomia, soprattutto se con la A maiuscola?

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Über die Toponomastik und offenen Wunden

[Il presente articolo è stato pubblicato in lingua italiana sul portale www.salto.bz]

Sie ist wieder, oder immer noch, ein großes Thema in den Beziehungen zwischen den Sprachgruppen in Südtirol. SVP und PD wollen jetzt eine definitive Lösung der Frage, aber so einfach ist es nicht.

Die 6er-Kommission hat unter dem Vorsitzenden Senator Francesco Palermo einen Vorschlag darüber vorangebracht, wie die Frage der geografischen Namen in Südtirol gelöst werden soll. Zur Zeit sind die meisten „offiziellen“ Ortsnamen noch jene, die Ettore Tolomei in den 20er Jahren als italienisch klingende Bezeichnungen teils recherchiert und großteils erfunden hatte. Die SVP hat es bis heute abgelehnt, von der im Autonomiestatut festgeschriebenen Möglichkeit Gebrauch zu machen, den historischen („deutschen“) Namen denselben offiziellen Charakter zu geben wie jenen aus Tolomeis Listen. Dies wohl auch deshalb, weil sie dadurch die Tolomei-Namen mit akzeptiert oder legitimiert hätte. Man zog also vor, die Ortsnamensfrage über Jahrzehnte offen und ungelöst zu lassen. Über die Toponomastik und offenen Wunden weiterlesen